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    #16
    Originally posted by alfetta View Post
    Da te cribbio no! Vogliamo entrare pure noi nella parrocchietta dei pro Barnard, pro Bagnai, pro vattelappesca? Te prego....

    Al dogma neomercantile del superexport, che ? inteso come pagare poco i salari per essere competitivi riducendo l'import all'osso per produrre beni dedicati alla sola esportazione, non Barnard che fa sempre il divulgatore ma Mosler (principale esponente della MMT) ti dice che invece l'import ? cosa buona perch? per importare devi avere la gente con sufficienti soldi in tasca per comprare. Non solo, la tua produzione deve essere principalmente orientata alla domanda interna e solo successivamente a quella esterna che rimane sempre necessaria in uno Stato. Cio? ti ha descritto l'Italia fino agli anni '80.

    Ora confrontiamo Bagnai e Mosler, staranno mica a dire cose simili?

    Mosler gli d? un'etichetta riconoscibile intorno alla quale raggrupparsi per acquisire peso, Bagnai no. Tutto qua.
    Ma lo vedi che quello che hai appena scritto non ? quello dice Barnard?

    Su quanto dici io sono d'accordo, ovvero non si pu? crescere basandosi sulla domanda degli altri (mercantilismo) cio? quello che fa la Germania.

    Da dire importiamo a manetta a dire, cerchiamo un equlibrio con i nostri partner commerciali c'? una bella differenza!


    E Bagnai sta cosa la spiega molto bene:

    Se abbiamo unito bene i puntini, l?agenda mi sembra sia evidente: bisogna smontare pezzo per pezzo le istituzioni partorite dai paradigmi fallimentari che hanno messo in crisi la nostra economia e soprattutto la nostra democrazia, seguendo quattro linee guida:

    1) Uscire dall?euro, come affermazione di sovranit? e di democrazia, riprendendo il controllo della politica valutaria.

    2) Ristabilire il principio che la Banca centrale ? uno strumento del potere esecutivo, e non un potere indipendente all?interno dello Stato.

    3) Riprendere il pieno controllo della politica fiscale, non pi? costretta ad agire in funzione prociclica (cio? a rispondere alle crisi con tagli).

    4) Adottare, nella misura consentita dagli atteggiamenti dei partner commerciali, e propugnare nelle sedi istituzionali, una politica di scambi con l?estero basata sul principio che squilibri persistenti della bilancia dei pagamenti, quale ne sia il segno, cio? siano essi surplus o deficit, devono essere simmetricamente combattuti, secondo il principio che abbiamo definito dell?External Compact.

    Queste quattro linee guida hanno una serie d?implicazioni. Precisiamo subito le pi? importanti.

    Riprendere il controllo della politica valutaria significa, in primo luogo, lasciare che il tasso di cambio nominale torni a un valore pi? allineato con i fondamentali dell?economia. Per l?Italia, oggi, ci? implica una svalutazione non catastrofica, di un ordine di grandezza verosimilmente inferiore a quello sperimentato dalla lira dopo la crisi del 1992, o dall?euro nei primi due anni della sua introduzione. In nessuno di questi due precedenti storici l?Italia ? stata devastata dall?iperinflazione. Discuteremo fra breve, razionalmente, quale sarebbe l?impatto di questo provvedimento sul nostro tenore di vita. Ma riprendere il controllo della politica valutaria significa anche rientrare in possesso di uno strumento che consenta di difendersi da shock esterni, siano essi determinati da crisi economiche, siano essi il risultato di politiche deliberate di aggressione commerciale (nelle pagine precedenti abbiamo visto esempi dell?uno e dell?altro caso).

    Riprendere il controllo della politica monetaria significa:

    1) Rifiutare il dogma dell?indipendenza della Banca centrale, e quindi l?art. 104 del Trattato di Maastricht, il quale al primo comma recita:

    ? vietata la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia, da parte della BCE o da parte delle Banche centrali degli Stati membri (in appresso denominate ?Banche centrali nazionali?), a istituzioni o organi della Comunit?, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, cos? come l'acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della BCE o delle Banche centrali nazionali.

    Se ci? comporti un?uscita dall?Unione, o solo una sospensione dell?applicazione del Trattato, ? materia controversa, la cui soluzione dipende comunque dall?atteggiamento delle controparti europee (ne parleremo pi? avanti). Certo, alla luce di quanto abbiamo detto finora, l?Italia, se intende difendere i valori fondanti della propria Costituzione, non pu? pi? permettersi di aderire a un progetto d?integrazione continentale fondato sul principio antidemocratico della costituzione di un ?quarto potere? monetario indipendente. L?insofferenza crescente nelle sedi internazionali verso questo principio e verso l?ideologia ad esso sottostante potrebbero consigliare atteggiamenti interlocutori alle controparti europee.

    2) Rivedere la riforma bancaria del 1994, ripensando il concetto di banca ?universale? o ?mista?, di derivazione tedesca, da essa introdotto, e ristabilendo la separazione delle funzioni fra banca commerciale e banca d?affari, sancita in Italia dalla legge bancaria del 1936. Quest?ultima si ispirava al Glass-Steagall Act del 1933, che aveva riformato il sistema bancario statunitense smantellando i meccanismi che avevano fomentato la speculazione borsistica prima della crisi del 1929. Oggi numerosi commentatori (ad esempio, Stiglitz, 2012) attribuiscono all?abrogazione del Glass-Stegall Act una responsabilit? diretta nella crisi finanziaria statunitense, e nei paesi anglosassoni ? animato il dibattito sul cosiddetto ring fencing (separazione delle funzioni)[1].

    3) Reintrodurre il ?vincolo di portafoglio?, cio? l?obbligo per le banche di acquistare titoli di Stato fino a una certa quota del proprio attivo. Questa norma, introdotta nel 1973, aveva lo scopo di contenere il costo del debito pubblico, favorendone il collocamento. Essa venne abrogata nel 1983, ?anche grazie all?incessante pressione di Mario Monti? (Zingales, 2012). Andreatta (1991) ricorda che il progetto complessivo di ?divorzio? prevedeva la ?costituzione di un consorzio di collocamento tra banche commerciali?, ma che ?i tempi non erano maturi per affrontare questi aspetti e la Banca d?Italia prefer? procedere solo sul nuovo regolamento della sua presenza nelle aste?. Prevalse insomma la ?linea Monti?, che, come sempre, aveva motivazioni ideali ?alte? (favorire l?efficienza allocativa del mercato), e conseguenze politiche pi? spicciole (orientare il conflitto distributivo). Vedremo che la reintroduzione di un simile vincolo viene data per scontata da tutte le proposte pi? sensate di smantellamento dell?euro, sia che provengano da economisti di sinistra come Sapir (2011b), sia da economisti espressione della comunit? finanziaria come Bootle (2012).

    Riprendere il controllo della politica fiscale significa evidentemente ripudiare gli obiettivi di pareggio di bilancio e di rientro coattivo del debito verso soglie prive di particolare valore economico, come quelle stabilite dal Fiscal Compact. Ci? posto, la politica fiscale dovrebbe:

    1) Nel breve periodo, stimolare l?economia attraverso una politica di piccole opere volte:
    a. alla riqualificazione del patrimonio pubblico (edilizia scolastica, patrimonio artistico e archeologico, ecc.);
    b. alla messa in sicurezza del territorio (viabilit? locale, monitoraggio e gestione del rischio idrogeologico, ecc.);
    c. all?integrazione e riqualificazione degli organici della pubblica amministrazione, stabilizzando le posizioni precarie, normalizzando i percorsi di carriera e le procedure di reclutamento.

    Queste misure devono avere come obiettivo complementare quello di rilanciare l?occupazione, riportando rapidamente il tasso di disoccupazione sotto al 6%, e riattivando il tessuto economico del paese, tramite la valorizzazione del tessuto delle piccole e medie imprese.

    2) Nel medio-lungo periodo, finanziare e gestire misure che favoriscano la crescita sostenibile e la competitivit? del paese, da orientare secondo i seguenti assi prioritari:
    a. Definire le linee di un piano energetico nazionale che affronti il tema del contenimento degli sprechi e dell?incentivazione delle energie rinnovabili, adeguando il paese alle best practices europee, con l?obiettivo minimo di rispettare l?obiettivo definito dalla strategia europea 20-20-20 (Parlamento Europeo, 2008), rispetto alla quale l?Italia si trova in ritardo (Deutsche Bank, 2012), e l?obiettivo strategico di ridurre la dipendenza da fonti fossili, che vincola la crescita del paese.
    b. Adeguare, anche in questa ottica, gli investimenti in istruzione e ricerca al livello dei partner europei, portando la spesa in ricerca e sviluppo dall?1% al 2% del Pil, riaffermando il ruolo chiave dello Stato nell?incentivazione e nella tutela della ricerca fondamentale.
    c. Recuperare il digital divide (ritardo nell?uso delle tecnologie digitali) che separa l?Italia dagli altri paesi industrializzati e ne penalizza la crescita, adeguando il paese ai requisiti dell?Agenda Digitale Europea (Unione Europea, 2012c; Messora, 2011).
    d. Adeguare la dotazione infrastrutturale del paese, con particolare riguardo alle reti di trasporto locale.
    e. Promuovere una riforma strutturale della Pubblica Amministrazione volta all?abbattimento dei costi della politica e della corruzione, incidendo in particolare sulla disciplina delle societ? a partecipazione pubblica (disciplina delle nomine, ripristino dei controlli di legittimit? sugli atti, ecc.), e su quella delle autonomie locali attuata con la riforma del Titolo V della Costituzione (Barra Caracciolo, 2011).

    Certo, immagino le perplessit?: queste sono solo affermazioni di principio, ma poi, le difficolt? pratiche, le ritorsioni degli altri paesi, l?Italia ? piccola, la liretta, il mutuo di casa, l?iperinflazione... Giusto! Si tratta, in effetti, di affermazioni di principio, che devono essere precisate nel contenuto (ma questo ? un compito politico, e questo non ? un programma elettorale), e, soprattutto, che lasciano indietro due ordini di problemi: come gestire in pratica l?uscita (cosa succede al mutuo, ecc.), e come guidare il paese nella fase di transizione (come contenere l?inflazione, come comportarsi rispetto ai partner europei, ecc.). Ne parleremo, promesso. Prima, per?, sgombriamo il campo da equivoci pericolosi.

    (ndC: e il resto lo trovate nel libro tutto insieme, e ne parliamo, o ne abbiamo parlato qui, un pezzo alla volta)

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      #17
      @ X-erre: Dietro la piccola apparizione TV di 4-5 minuti c'? un lavoro immenso che val la pena cercarsi. In un passaggino tv devi dare il sunto iperesemplificato che nel nostro caso ti diventa "? meglio importare che esportare". Ma le basi teoriche sono le stesse per tutti.

      Barnard ? un divulgatore che significa che di quanto dice di suo c'? zero, divulga lo studio di altre persone che altrimenti rimarrebbe rilegato al circuito accademico. Fa giornalismo d'inchiesta e la sua funzione ? quella di unire i punti e trarne un quadro comprensibile. Quando tutti si sperticavano speranzosi ad aspettare l'euro e la UE lui ti diceva che era una creatura ombra delle lobby finanziarie, quando ci fu la crisi e tutti a dire che era il debito pubblico o malagestione bancaria lui se ne esce con uno studio approfondito dove ti dimostra che invece era tutto voluto e previsto per togliere diritti al popolo... la storia gli ha sempre dato ragione. Chi altri ha detto al grande pubblico che il debito dello Stato ? la ricchezza dei cittadini perch? lo Stato il denaro se lo inventa? Anche adesso nessuno, ma in ambito accademico tutti conoscono i cartalisti e tutti sanno che ? vero.
      Secondo me queste sono caratteristiche pi? importanti che avere un buon carattere gioviale. Che poi non ? mania di protagonismo come dicono ma un allontanare chi non vuole mettersi in gioco davvero, chi ha paura di dire in pubblico che tutta la UE ? una costruzione criminale facendo nomi e cognomi perch? fare questo pu? nuocere alle proprie carriere professionali. Lui per dire queste cose la sua di carriera l'ha distrutta... chi non ha lo stesso coraggio non lo vedi di buon occhio....

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        #18
        Originally posted by alfetta View Post
        @ X-erre: Dietro la piccola apparizione TV di 4-5 minuti c'? un lavoro immenso che val la pena cercarsi. In un passaggino tv devi dare il sunto iperesemplificato che nel nostro caso ti diventa "? meglio importare che esportare". Ma le basi teoriche sono le stesse per tutti.

        Barnard ? un divulgatore che significa che di quanto dice di suo c'? zero, divulga lo studio di altre persone che altrimenti rimarrebbe rilegato al circuito accademico. Fa giornalismo d'inchiesta e la sua funzione ? quella di unire i punti e trarne un quadro comprensibile. Quando tutti si sperticavano speranzosi ad aspettare l'euro e la UE lui ti diceva che era una creatura ombra delle lobby finanziarie, quando ci fu la crisi e tutti a dire che era il debito pubblico o malagestione bancaria lui se ne esce con uno studio approfondito dove ti dimostra che invece era tutto voluto e previsto per togliere diritti al popolo... la storia gli ha sempre dato ragione. Chi altri ha detto al grande pubblico che il debito dello Stato ? la ricchezza dei cittadini perch? lo Stato il denaro se lo inventa? Anche adesso nessuno, ma in ambito accademico tutti conoscono i cartalisti e tutti sanno che ? vero.
        Secondo me queste sono caratteristiche pi? importanti che avere un buon carattere gioviale. Che poi non ? mania di protagonismo come dicono ma un allontanare chi non vuole mettersi in gioco davvero, chi ha paura di dire in pubblico che tutta la UE ? una costruzione criminale facendo nomi e cognomi perch? fare questo pu? nuocere alle proprie carriere professionali. Lui per dire queste cose la sua di carriera l'ha distrutta... chi non ha lo stesso coraggio non lo vedi di buon occhio....
        Preemettendo che le teorie MMT non sono esattamente congrue al 100% con il modello post Keynesiano, me lo sono anche scaricato il pi? grande crimine e posso capire che dietro esternazioni oltre il limite e linguaggi discutibili ci sia una teoria ben fondata oltre che un nobile scopo ma se posso scegliere preferisco ascoltare chi fonda il dibattito sulla verit? dei dati e non sul complotto pur citando eventi dei quali non ne metto in dubbio l'esistenza.

        Io credo che per far ragionare le persone bisogna essere razionali e affrontare gli argomenti a modo senza cercare il nemico ideologico.


        E cmq sta storia che ? meglio importare piuttosto che esportare, come la si spiega? C'? un una contropartita nella bilancia dei pagamenti con gli IDE??


        Per la MMT leggevo che l'inflazione si controlla con la tassazione ma a me risulta che non sia affatto cos?, magari ? una semplificazione ma quando leggo un articolo che non corrisponde alla realt? io la reputo un c@zzata.

        Goofynomics: Post scriptum


        P.S. senza che ti mandi un pm approfitto per farti leggere anche questo articolo.

        Ricordi quando ti informavo che Stiglitz ebbe un dibattito in ambito di espansione monetaria concludendo il suo esposto:"Da chi ? indipendente la banca centrale??"

        TEMPESTA PERFETTA: IL GIAPPONE STRAVOLGE I DOGMI SUL DEBITO PUBBLICO E L’INDIPENDENZA DELLA BANCA CENTRALE

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          #19
          Originally posted by x-erre View Post
          Preemettendo che le teorie MMT non sono esattamente congrue al 100% con il modello post Keynesiano, me lo sono anche scaricato il pi? grande crimine e posso capire che dietro esternazioni oltre il limite e linguaggi discutibili ci sia una teoria ben fondata oltre che un nobile scopo ma se posso scegliere preferisco ascoltare chi fonda il dibattito sulla verit? dei dati e non sul complotto pur citando eventi dei quali non ne metto in dubbio l'esistenza.

          Io credo che per far ragionare le persone bisogna essere razionali e affrontare gli argomenti a modo senza cercare il nemico ideologico.


          E cmq sta storia che ? meglio importare piuttosto che esportare, come la si spiega? C'? un una contropartita nella bilancia dei pagamenti con gli IDE??


          Per la MMT leggevo che l'inflazione si controlla con la tassazione ma a me risulta che non sia affatto cos?, magari ? una semplificazione ma quando leggo un articolo che non corrisponde alla realt? io la reputo un c@zzata.

          Goofynomics: Post scriptum


          P.S. senza che ti mandi un pm approfitto per farti leggere anche questo articolo.

          Ricordi quando ti informavo che Stiglitz ebbe un dibattito in ambito di espansione monetaria concludendo il suo esposto:"Da chi ? indipendente la banca centrale??"

          TEMPESTA PERFETTA: IL GIAPPONE STRAVOLGE I DOGMI SUL DEBITO PUBBLICO E L?INDIPENDENZA DELLA BANCA CENTRALE

          Bagnai quell'articolo l'ha scritto dopo una sbronza, non lo terrei in considerazione e ti invito a fare altrettanto. Lo possiamo commentare pure ma per me ? perdere tempo. La mmt ti dice solo che le tasse non sono mai servite a finanziare i servizi ma servono a regolare la quantit? di moneta circolante.

          Ma al di l? di questo, ti ripeto: vogliamo parteggiare nelle antipatie personali di gente che neanche conosciamo e finire a litigare come quelli che tifano 'a Roma o 'a Lazio? Ho 33 anni oramai s? grande.

          Per me il carattere di una persona ? secondario nel momento in cui si mette a fare attivit? politica (anche noi adesso la stiamo facendo, l'antica grecia insegna). Io mi faccio questo ragionamento: da un lato c'? un professore universitario - Bagnai - che basa la sua diciamo "polemica" sul fatto che altri spacciano cose per nuove quando lui le diceva da anni ai suoi corsi e sono patrimonio accademico condiviso. Dall'altro hai un giornalista d'inchiesta che basa la sua polemica sul fatto che ? in corso un crimine contro l'umanit?, documentato e perci? non ? un complotto, e che chi s?, come Bagnai o qualsiasi altra persona informata non lo chiama con il proprio nome per paura o per opportunit?. Io tendo a considerare meglio la seconda persona. C'? gente che si sta uccidendo, che sta cadendo in povert?, a me mi costringono a emigrare perch? qui mi hanno tolto il futuro... e queste non sono cose criminali?

          Poi qualunque fonte ? buona, persino Monti quando si sbottona nelle interviste ? una buona fonte per capire, ma se si tratta di smuovere la gente Bagnai non ? adatto, non ha carisma se non durante una lezione universitaria. Barnard grazie al suo carattere di merda (che ? non aver peli sulla lingua) il carisma l'ha.
          Spero di essermi spiegato bene su come considero queste due persone, consapevole del fatto che se non ho da mangiare nessuno di loro me lo viene a portare.

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